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Published 09/06/2018

Benvenuto a questa guida sintetica in cui parleremo di come avviare una partita IVA da libero professionista.

Ecco gli argomenti:

  • Scegli la tua attività
  • Studia il potenziale mercato
  • Definisci il tuo regime fiscale
  • Richiedi la partita IVA
  • Paga lo Stato e la previdenza

Primo passo: quale attività?

Cerca di capire quale attività vuoi cominciare; deve essere fortemente tua, perché risponderai a molti clienti, ma soprattutto a te stesso. Se non lo hai mai fatto, ascoltati Simon Sinek e concentrati sul tuo “why”.

Il consiglio operativo è di consultare l’elenco delle “attività economiche ATECO” (http://bit.ly/2IKu6G0), perché sarà funzionale alla richiesta della p. IVA.

È un’attività professionale o di impresa? Nella puntata del podcast ti spiego che la differenza è importante.

Considera che:

– nell’attività professionale (o libera autonoma) a farla da padrone nella riuscita del lavoro è la tua capacità intellettiva

– nell’attività d’impresa la riuscita dipende più dall’utilizzo di strumentazione specifica (macchinari o attrezzatura), o di software che lavorano autonomamente (senza bisogno della tua programmazione).

Un esempio?

Attività professionali: ingegnere, architetto, avvocato, commercialista, medico, consulente.

Attività d’impresa: parrucchiere, idraulico, tabaccaio, barista, gelataio.

In questa guida tratteremo solo il caso del libero professionista.

Secondo passo: esiste un mercato?

A chi intendi rivolgerti? A chi vuoi offrire i tuoi servizi professionali? Definisci quale sarà la potenziale clientela.

Stai per fare un “coming out” nel mondo del lavoro, un po’ come se fossi lo sbarbatello che arriva al party in cui c’è gente che partecipa da anni: è bene che tu sappia a chi intendi parlare e chi sarebbe disposto a pagarti un compenso per i tuoi servigi.

Terzo passo: quale regime fiscale scegliere?

È opportuno che ti affidi ad un commercialista, perché i regimi fiscali esistenti al momento per avviare una partita IVA come libero professionista sono almeno tre diversi (forfettario, semplificato e ordinario, in casi molto rari). La consulenza ti costerà qualcosa, ma il regime condiziona le regole di determinazione del tuo reddito imponibile (la base su cui ti verrà chiesto di versare imposte e contributi), e i criteri con cui verrà gestita la tua contabilità (e dunque quanto ti costerà il commercialista). Non è cosa da poco!

Se pensi di essere tosto al punto di capirne qualcosa da solo, per alcune regole di base, qui puoi leggere ​cos’è​ il regime, quali i r​equisiti​ di accesso e quale la t​assazione​.

Quarto passo: chiedi la partita IVA

Hai preparato il terreno, ora devi scendere in campo.

La richiesta della partita IVA per un’attività professionale consiste nella compilazione e invio di un modulo all’Agenzia Entrate italiana. Anche in questo caso, ti suggerisco la guida di un consulente, ma se sei il duro che mi raccontavi sopra, ecco almeno uno step su cui arrangiarti.

Richiesta credenziali Fisconline

Sono le credenziali (= nome utente + password + codice PIN) di accesso al sito web dell’Agenzia delle Entrate.

Per farlo esiste una procedura molto semplice.

Esiste un altro modo per accedere al sito: devi dotarti dello SPID (la tua identità digitale, che ti permetterà di accedere a molti siti della Pubblica Amministrazione). Lo puoi richiedere qui.

Potrei spiegarti come proseguire da solo, ma perderei la tua attenzione dalla noia.

Rivolgiti ad un consulente fidato e lasciagli fare il suo lavoro, mentre tu cominci a dedicarti al tuo. La richiesta della partita IVA può essere presentata al Fisco entro 30 giorni dall’effettivo inizio della tua attività professionale.

Quinto passo: e adesso?

Adesso disponi della tua partita IVA, quindi…

1) Documenta i compensi che incassi dai tuoi clienti emettendo le fatture di vendita.

  • richiedi il pagamento dei servizi inviando al tuo cliente una richiesta (io la chiamo “memoria di fattura”)
  • compila la fattura (puoi usare un editore di testi o un foglio di lavoro tipo Excel), che verrà datata il giorno dell’incasso
  • consegna al cliente l’originale, mentre a te rimane una copia, che consegnerai al commercialista

2) Certifica le tue spese professionali.

Fai così: quando acquisti un servizio o un oggetto che serve alla tua attività, richiedi la fattura, facendo indicare la tua Partita IVA.

3) Consegna periodicamente questi documenti al tuo commercialista.

Alla fine dell’anno dovrà avere tutta la documentazione per compilarti la dichiarazione dei redditi, sulla base della quale ti comunicherà quante sono le imposte da versare al Fisco.

Sesto passo: arrivano imposte e contributi

Hai lavorato per un anno, o poco meno, a seconda di quando hai aperto la p. IVA (se hai ascoltato il podcast sai perché conviene cominciare a inizio anno); nell’anno successivo il fisco ti chiede:

– a luglio il saldo delle imposte sull’anno precedente ed un primo acconto su quelle per l’anno in corso;

– a novembre il secondo acconto delle imposte sull’anno in corso.

E i contributi? Devi proprio versarli?

Servono per garantirti una pensione quando non avrai più le forze per lavorare (o quando lo Stato deciderà che è così), quindi sono obbligatori. Nel podcast spieghiamo la differenza tra contributi da versare ad una previdenza pubblica (INPS gestione separata) o alle casse private (ad es: cassa degli architetti, dei geometri, degli avvocati, ecc). Naviga un po’ online per farti un’idea di quale cassa ti spetta, così ti potrai fare alcuni conti.

Non mi rimane che augurarti il meglio. Non solo il meglio di quello che puoi realizzare per te stesso, ma anche per le persone che ti sono accanto, o più in generale per il mondo in cui vivi. La tua professione non ti definisce solo come individuo privato, ma anche come cittadino del mondo.

Ti darà nutrimento, ma auguro che ti possa regalare anche passione e soddisfazione sul piano umano.

Buona strada!

Massimo Melchiori

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